» Branca R/S / Route Estiva 2008 "Majella"

...pagine dal nostro diario di Route...

Eremo di S. Onofrio - Lettomanoppello - Roccamorice

Oggi abbiamo vissuto appieno la dimensione della route, camminando per ore attraverso rigogliosi boschi, distese di erba bruciata dal sole, centri abitati. Dopo aver dormito nei pressi dell’eremo di Sant’Onofrio, per un po’ in compagnia di scoiattoli  e topolini che hanno reso arduo il nostro riposare, siamo partiti alla volta di Lettomanoppello. Nel tragitto mi hanno colpito le cosiddette capanne pastorali, piccoli edifici ora un po’ diroccati, costruiti un tempo dai contadini per varie funzioni; la loro particolarità è quella di essere costruiti a secco, sovrapponendo cioè vari strati di pietra senza l’ausilio di malte. Da Lettomanoppello siamo poi arrivati a Roccamorice.

Scritto da: Andrea

Roccamorice - Eremo di S. Bartolomeo in Legio - Loc. Macchie di Coco

La discesa era ripida, la salita micidiale, eppure un posto splendido, quasi scavato nella nuda roccia, con tanto di acqua fresca (con retrogusto di alghe) che nel momento dell’arrivo mi è sembrata la cosa più buona del mondo, tanta era la sete! L’eremo di San Bartolomeo, uno dei luoghi più suggestivi tra quelli in cui visse e pregò Celestino V.

La strada è sempre dura, sembra non finire mai, ma è forse questa fatica che ci permette poi di apprezzare ancor di più un sorso d’acqua, un paesaggio, una doccia con una canna appesa al ramo di un albero, una serata in compagnia. E’ sempre la sera il momento che preferisco, non tanto perché si è smesso di camminare, ma perché ci si rende conto che in fondo ne è valsa la pena, che ancora una volta siamo arrivati a destinazione, e che insieme condividiamo ogni volta qualcosa di nuovo.

Scritto da: Lara

Loc. Macchie di Coco - Eremo di S. Spirito a Majella

La strada…lentamente e inesorabilmente saliva e saliva, a tratti dolcemente, altre volte con scatti aspri e rabbiosi…ma il Clan, con fatica e sudore, allietato lungo la via dalla visione di un’allegra famiglia di cinghiali, è arrivato anche oggi alla sua meta: l’eremo di Santo Spirito. Il luogo è molto grande ed interessante, immerso nella natura, importante per il sentimento che ha trasmesso alla nostra anima, ha contribuito ancor più a rendere questa giornata speciale. L’unica nota non del tutto positiva è stata che, essendo oggi ferragosto, il posto è un tantino affollato e noi, come spesso accade, siamo diventati un’attrazione per i turisti.

Anche oggi abbiamo passato un giorno diverso dal solito, in allegria e amicizia, godendo delle piccole cose che però alla fine risultano essere le più importanti; mi ritengo molto fortunato di poter vivere queste esperienze e queste avventure.

Scritto da: Luca

Eremo di S. Spirito a Majella - Fonte Tettone - Fonte Centiata - Eremo di S. Giovanni all’Orfento

È arrivato il giorno fatidico della salita con la “S” maiuscola di questa route: “verso l’infinito e oltre”, “avanti e in alto”. Dopo una nottata bersagliati da continue folate di vento, lo scossone della Chiara Gioia alla tenda sembra l’ennesimo scherzo dell’amico soffiante, ma purtroppo è la sveglia. La salita è sempre più ripida, il sudore bagna la faccia e le magliette, il vento freddo sferza i nostri corpi e ci fa pentire di ogni piccola sosta, ci sono momenti in cui non sappiamo dove andare, il sentiero non è segnato, ma bisogna procedere, rischiare per poter arrivare. Ma poi, alla fine, eccola là: la cima con il rifugio dove fragrante ci attende un panino con una bibita fresca. Dopo via di nuovo a camminare in queste montagne, ci fermiamo a pranzare e ancora in seguito si parte per visitare l’eremo di San Giovanni: davvero imbucato! Un posto però anche con qualcosa di magico, ti fa pensare alle persone che un tempo ci hanno vissuto, a come abbiano speso tutta la loro vita isolati dal mondo in riflessione.

E’ stata una giornata molto faticosa, ma piena di soddisfazioni e di belle esperienze per tutta la comunità. Ancora una volta la strada ci ha mostrato come possa essere difficoltosa, ma riconoscente donandoci splendidi paesaggi e bellissime esperienze.

Scritto da: Alberto S.

Fonte Centiata - Decontra di Caramanico Terme

Se la frase più ricorrente della route è stata: “Avanti e in alto”, oggi non abbiamo potuto pronunciarla. L’unica tappa completamente in discesa! Nei giorni scorsi abbiamo faticato molto in salita e forse speravamo di trarre un po’ di sollievo dalla discesa…Non è stato così! Il peso dello zaino si è fatto sentire sulle spalle anche oggi…

Scherzando all’inizio della route dissi: “Mettiamoci nelle mani del Signore”. Ripenso alla giornata di oggi, ripenso ai giorni scorsi e mi accorgo che la Provvidenza ci ha aiutato spesso.

Precarietà significa: non essere sicuri di trovare un luogo dove piantare le tende, non essere sicuri di trovare l’acqua lungo il percorso, non essere sicuri di trovare un posto dove rifornirsi di cibo. Noi abbiamo vissuto nella precarietà questi giorni, ma l’abbiamo fatto con il sorriso, mai eccessivamente preoccupati della nostra condizione di vagabondi. Ci siamo messi veramente nelle mani del Signore e io credo che lui ci abbia ricompensato con la Provvidenza.

Nel pomeriggio abbiamo trasformato il campo in un aeroporto, sfidandoci con gli aerei di carta.

Alla sera, tra le nuvole, sono spuntate anche le stelle! Buon auspicio per la giornata di domani. Mi rilassa sempre molto guardare le stelle, tanti ricordi vengono rievocati da questo semplice gesto e tante emozioni mi riempiono il cuore; mi faccio piccolo, mi pongo tante domande. Da vagabondo divento un po’ marinaio, che guarda le stelle per farsi guidare nella sua rotta, speriamo che:

“le stelle ci guidino sempre e che la strada ci porti ancora lontano”.

Scritto da: Alberto R.

Decontra - Caramanico Terme - Chieti

Ultima tappa di strada per questa route abruzzese. A pranzo, dopo l’ennesimo intruglio liofilizzato trangugiato al volo in un parco giochi, saliamo sull’autobus per Chieti dove i capi ci hanno promesso pernottamento comodo e, dettaglio fondamentale, il cenone!!!

Purtroppo giunti a Chieti notiamo che qualcosa non va…Tutti si guardano e il pensiero e unico: “La quiete dopo la tempesta!”. L’intuizione viene confermata dall’annuncio dell’hike. E il cenone? Noo!

Detto questo però è ora di ripartire, di librare le proprie ali verso nuovi orizzonti caratterizzati dalla precarietà alla ricerca di un posto per la notte.   

Scritto da: Francesco

Tratto dal "Diario di Route"

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